Visti per lavorare all’estero: guida pratica per gli italiani
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Visti per lavorare all’estero: guida pratica per gli italiani

Scopri i Visti per lavorare in Australia, Canada, Corea del Sud e Giappone senza commettere errori e parti senza dubbi sulle tue competenze linguistiche con un corso di lingua all'estero.

Lavorare all’estero è il sogno di molti italiani che vogliono migliorare una lingua, fare esperienza internazionale e costruire nuove opportunità di carriera.

Ma per trasferirsi davvero non basta scegliere una destinazione, è fondamentale capire quali visti servono, come ottenerli e quali sono le differenze tra i vari Paesi.

In questa guida completa ti spieghiamo come lavorare all’estero, fuori dall’Unione Europea, per un periodo lungo.

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Lavorare all’estero per un lungo periodo

Chi sceglie di trasferirsi per un lungo periodo all’estero con l’obiettivo di lavorare, deve accertarsi di avere il visto corretto. Non si tratta semplicemente di un permesso di soggiorno, ma di un documento che definisce cosa si può fare e per quanto tempo.

Che visto serve per lavorare all’estero?

Ogni Paese ha regole diverse, ma le principali opzioni sono:

  • Visti per studio con permesso di lavorare
    Ideali per chi vuole imparare la lingua e fare un passo in avanti nel mondo del lavoro. Permettono di lavorare part-time (solitamente 20-28 ore a settimana) per sostenere i costi di mantenimento.
  • Working Holiday Visa (vacanza-lavoro)
    Una scelta molto comune tra i giovani (spesso fino a 30 o 35 anni) che permette di vivere e lavorare a tempo pieno fino a un massimo di 12 mesi, con qualche variante in base al Paese.
  • Visti di lavoro con sponsorizzazione
    Questi visti necessitano della presenza di un datore di lavoro estero che nominino o sponsorizzino il candidato. A seconda del Paese il datore deve dimostrare le competenze professionali del candidato e il suo impatto positivo sul mercato locale.

Ci sono 4 fattori che incidono sull’idoneità e sulla scelta del visto corretto:

  • Età
    È un fattore determinante soprattutto per i Working Holiday Visa, che hanno limiti anagrafici a seconda del Paese. Altri visti di lavoro hanno invece regole differenti da nazione a nazione e in alcuni casi presentano un limite sull’età.
  • Competenze linguistiche
    Non sempre viene richiesto di dimostrarlo con certificazioni linguistiche specifiche, ma la conoscenza più approfondita e una maggiore fluenza nella lingua locale permettono di essere più spendibili sul mercato del lavoro. Per visti di lavoro con sponsorizzazione, in alcuni Paesi il livello linguistico può essere dimostrato anche attraverso test o titoli di studio ottenuti nella lingua del Paese di destinazione.
  • Nazionalità
    In particolare per i Working Holiday Visa, la nazionalità di provenienza stabilisce l’idoneità all’ottenimento del visto poiché si tratta di accordi bilaterali con una selezione di Paesi. Il passaporto italiano consente di richiedere questo visto in 6 Paesi (Australia, Nuova Zelanda, Canada, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong).

Come lavorare in Australia

L’Australia è una delle destinazioni più accessibili per i giovani italiani, soprattutto per chi vuole combinare lavoro, viaggio e libertà.
Tra visti flessibili e tante opportunità di lavoro, è spesso il punto di partenza ideale per una prima esperienza di lavoro all’estero.

Quali visti servono per lavorare in Australia?

Esistono due visti principali tra cui scegliere per lavorare in Australia per un periodo lungo:

Student Visa (Subclass 500)

  • Si rivolge a chi studia per oltre 3 mesi un corso di lingua, professionale o universitario.
  • Consente di lavorare fino a 48 ore ogni due settimane durante il semestre e full-time durante le pause didattiche.
  • Non ha limiti d’età stringenti come il Working Holiday Visa e può essere richiesto più volte.

Working Holiday Visa (Subclass 417)

  • È pensato per giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
  • Permette di lavorare anche a tempo pieno fino a 12 mesi, con il limite di 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro.
  • Si possono frequentare anche corsi di lingua e di formazione ma per un massimo di 4 mesi.
  • È richiedibile solamente una volta ma svolgendo 3 mesi di lavoro specifico (es. agricoltura, edilizia o hospitality in zone regionali), viene data la possibilità di richiederlo una seconda volta.

Perché scegliere di lavorare all’estero in Australia?

L’Australia concede molte opportunità lavorative entry-level in vari settori a buone condizioni economiche. Ciò permette di poter vivere e visitare il Paese alternando periodi di lavoro intenso a periodi di viaggio lungo la costa e le più importanti città.

Come lavorare in Canada

Il Canada è perfetto per chi cerca un’esperienza all’estero più strutturata, ma comunque accessibile.
Offre un ottimo equilibrio tra qualità della vita, opportunità lavorative e possibilità di costruire qualcosa anche nel lungo periodo.

Quali visti scegliere per lavorare all’estero in Canada?

Programma International Experience Canada (IEC)

Il programma IEC permette ai cittadini italiani di scegliere tra tre possibilità di visto. Sono pensati per giovani dai 18 ai 35 anni. I cittadini italiani possono accedere al programma IEC due volte ma scegliendo due visti differenti.

  • Working Holiday Visa
    Si tratta di un visto di 12 mesi che concede un Open Work Permit e pertanto non necessita di nessuna offerta di lavoro prima. Permette di lavorare per chiunque, cambiare città e visitare il Paese a propria scelta.
  • Young Professionals
    Questo visto è vincolato dal possedimento di un’offerta di lavoro firmata e valida, dalla durata massima di 12 mesi.
  • International Co-op
    Questa opzione è riservata agli studenti iscritti in un’università italiana e permette loro di svolgere un tirocinio curriculare della durata massima di 12 mesi. Anche in questo caso è necessario prima della richiesta di visto, essere in possesso di un’offerta di lavoro firmata e valida.

Vantaggi di lavorare in Canada

Chi sceglie di lavorare in Canada ha la possibilità di muoversi in un Paese con due lingue ufficiali: inglese e francese. Chi conosce entrambe le lingue ha la possibilità di sfruttarle anche nel mondo del lavoro canadese.
Il Canada vanta uno dei sistemi sociali più avanzati al mondo, con un forte focus sull’integrazione. Il mercato del lavoro canadese valorizza le competenze tecniche e il networking, ampliando la possibilità di ricerca del lavoro nel Paese.

Come lavorare in Corea del Sud

La Corea del Sud è una meta molto ambita per chi cerca possibilità lavorative per un lungo periodo legate alla sua economia tecnologica all’avanguardia. Tuttavia il mercato del lavoro coreano è caratterizzato da un’alta competitività e molta burocrazia dei visti.

Quali visti servono per lavorare in Corea del Sud?

Working Holiday Visa (H-1)

  • Questo visto è pensato per giovani dai 18 ai 30 anni e ha una durata massima di 12 mesi.
  • Per gli italiani ci sono 500 visti H-1 a disposizione ogni anno.
  • Permette di lavorare fino a 25 ore a settimana con un massimo di 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro.
  • Consente anche di seguire corsi di lingua o di formazione presso scuole private.
  • È richiedibile solo una volta e non c’è possibilità di estensione.

Study Visa D-4

  • Si tratta di un visto per chi sceglie di seguire un corso di lingua in Corea.
  • È possibile lavorare con questo visto dopo un minimo di 6 mesi di permanenza in Corea del Sud.
  • Dopo 6 mesi è possibile fare domanda per un Permesso di Lavoro Part-Time (S-3) vincolato però da requisiti economici stringenti e un buon livello linguistico (TOPIK 2).
    • Il permesso di lavoro è revocabile in caso gli standard accademici non venissero rispettati.
  • Con questo visto si può lavorare in Corea del Sud fino a un massimo di 6 mesi presso lo stesso datore di lavoro.

Motivi per scegliere di lavorare all’estero in Corea del Sud

Lavorare in Corea del Sud è una scelta interessante per chi vuole entrare in un contesto internazionale fortemente orientato all’innovazione, alla tecnologia e alla crescita professionale. La Corea del Sud è grande protagonista nei settori tecnologici e nelle industrie del futuro.
È particolarmente attrattiva per chi è interessato a settori come IT, servizi, education, vendite e finanza, tra quelli più rilevanti per gli studenti internazionali.

Come lavorare in Giappone

Il Giappone offre percorsi diversi a seconda del profilo del candidato. Per un giovane che vuole fare una prima esperienza all’estero, la strada più immediata oggi è il Working Holiday. Per chi vuole costruire un progetto più strutturato esistono invece il visto studente, con possibilità di lavoro part-time autorizzato, e i visti di lavoro sponsorizzati, oltre al canale dello Specified Skilled Worker per alcuni settori specifici.

Quale visto scegliere per lavorare all’estero in Giappone?

Working Holiday Visa

  • Questo Visto è diventato operativo dal 1° aprile 2026 per i cittadini italiani ed è pensato per giovani tra 18 e 30 anni. È richiedibile una sola volta.
  • Prevedere un soggiorno fino a 1 anno principalmente per vacanza ma consente di lavorare part time.
  • È possibile cambiare lavoro durante i mesi di permanenza ma alcuni settori lavorativi che influenzano la morale pubblica non sono concessi.
  • Il WHV per il Giappone permette di frequentare anche corsi di lingua durante la permanenza, sia di lunga che breve durata.

Perché scegliere di lavorare in Giappone

Il Giappone è una destinazione molto interessante per chi cerca un’esperienza strutturata in un Paese con un mercato del lavoro organizzato, un forte legame tra studio e inserimento professionale e numerosi strumenti ufficiali di supporto per studenti e lavoratori internazionali.

Un primo passo per lavorare all’estero: un corso di lingua

Lavorare all’estero è un’opportunità concreta per crescere, ma richiede preparazione e le giuste informazioni. Scegliere la destinazione più adatta e pianificare il percorso con attenzione fa la differenza.

In molti Paesi ciò che fa la differenza realmente è la conoscenza della lingua, scegliendo di vivere all’estero e frequentare un corso di lingua permette di ampliare il proprio vocabolario, fare networking e trovare la strada giusta per godersi il Paese ospitante e viverlo da vicino connettendosi con facilità.

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